Come capire se l’acqua di casa è dura
I segnali più comuni, come misurare la durezza e cosa significano i valori.

La durezza dell’acqua indica quanto calcio e magnesio contiene. Non è un problema di salute, ma di manutenzione: è ciò che finisce per formare le incrostazioni di calcare.
Segnali comuni
- Aloni bianchi su rubinetti, box doccia e bicchieri che ricompaiono poco dopo la pulizia.
- Residui di calcare nel bollitore o sul piatto doccia.
- Sapone e shampoo fanno meno schiuma.
- Con gli anni lo scaldabagno impiega più tempo a scaldare.
Nessuno di questi segnali basta da solo, ma se ne noti diversi vale la pena misurare.
Come misurare la durezza
Ci sono tre modi semplici:
- Consultare il gestore idrico. Molti pubblicano le analisi dell’acqua per comune.
- Strisce reattive. Si immergono nell’acqua e cambiano colore in base alla durezza. Costano poco e danno un’idea indicativa.
- Kit a gocce. Più preciso delle strisce: si contano le gocce necessarie perché l’acqua cambi colore.
Cosa significano i valori
In Italia la durezza si esprime di solito in gradi francesi (°f). Come riferimento indicativo:
- Meno di 15 °f: acqua dolce.
- Tra 15 e 30 °f: acqua mediamente dura.
- Oltre 30 °f: acqua dura o molto dura.
E poi
Se l’acqua è dura ci sono diverse soluzioni: gli addolcitori a sale, che rimuovono calcio e magnesio, e i dispositivi elettronici come Cal-X, che non rimuovono minerali e sono pensati per ridurre le incrostazioni. Ognuno ha i suoi vantaggi; durante la consulenza gratuita ti spieghiamo quale si adatta al tuo impianto.